June 20, 2019

Bauhaus: 100 anni di design rivoluzionario

Per celebrare i 100 anni della Bauhaus, MOO ha chiesto a tre artisti che si ispirano a questo movimento di descriverne l’impatto sul loro lavoro.

Quest’anno, la Bauhaus festeggia 100 anni di vita ma la sua eredità continua a vivere nelle nostre case e nelle aree pubbliche, e continua a ispirare nuove generazioni di artisti in tutto il mondo.  

Fondata in Germania nel 1919 dall’architetto Walter Gropius, la scuola Bauhaus diede vita a uno dei movimenti di design più influenti dell’ultimo secolo. La sua missione, rivoluzionaria per l’epoca, era unire arte e design.

Con il diffondersi dell’industrializzazione e della produzione automatizzata, Gropius si rese conto che l’arte rischiava di essere messa in secondo piano rispetto alla funzionalità. Con la fondazione della Bauhaus (letteralmente “casa in costruzione”), intendeva infondere lo spirito dell’arte in oggetti di uso quotidiano che potevano essere prodotti in massa e goduti da tutti.

Josef Albers

Il motto della scuola, secondo cui “la forma segue la funzione”, creava condizioni paritarie per l’arte e le sue espressioni pratiche, come i tessuti e l’architettura, e mirava a “riunire arte e artigianato”, tramite la sperimentazione e la collaborazione.

Lo stile Bauhaus era essenziale e semplice, caratterizzato da forme geometriche, colori vivaci e materiali quali acciaio, cemento e vetro. Anche se la scuola chiuse nel 1933, la sua influenza si avverte ancora oggi.

La moderna teoria dei colori fu elaborata nell’ambito della Bauhaus e si applicava a tutte le discipline, tranne l’architettura, dato che Gropius preferiva gli edifici monocromatici. Il docente di stampa e pubblicità, Herbert Bayer, creò il carattere Universal.

Tra i più famosi insegnanti e allievi della scuola Bauhaus troviamo gli artisti Paul Klee e Wassily Kandinsky, e la designer di tessuti Anni Albers, che utilizzarono nelle loro opere le forme geometriche e le palette di colori tipiche della Bauhaus.

The Bauhaus Dessau building

Le linee semplici ed eleganti presenti in tanti mobili moderni si ispirano a design iconici della Bauhaus, come i tavolini sovrapponibili di Josef Albers e la sedia in tubo di acciaio Wassily di Marcel Breuer.

Dopo la sua permanenza alla scuola sia come allievo che come docente, Breuer finì per progettare oltre 100 edifici negli Stati Uniti, tra cui il Metropolitan Museum of Art.

Lo stile architettonico minimalista e internazionale che emerse dalla Bauhaus si nota anche nei grattacieli e nei palazzi in acciaio e cemento che caratterizzano le città moderne.

Anche dopo un secolo, l’influenza della Bauhaus si trova ovunque e i suoi principi, riassunti in modo chiaro dall’ultimo direttore della scuola, Ludwig Mies van der Rohe, sono validi ancora oggi.  

“Meno è meglio”, dichiarò. E, grazie alla perdurante eredità della Bauhaus, la storia dimostra che aveva ragione.  

L’influenza della Bauhaus

Per festeggiare il centenario, abbiamo chiesto a tre grafici che si ispirano alla Bauhaus di spiegarci come i principi della scuola ne influenzano i lavori.

Luke Tonge è un grafico freelance e ha fondato nel Regno Unito il Birmingham Design Festival. A Brighton, Tom Cheal realizza design originali con un approccio geometrico, mentre Ronnie Alley è un “solopreneur” di Philadelphia che fonde motivi e tipografia nel  branding per creare un’identità visiva unica.

Luke Tonge

Che ruolo ha avuto lo stile Bauhaus nel tuo lavoro?

L’eredità della filosofia della Bauhaus ha influenzato l’insegnamento del design a tal punto che non sempre ci rendiamo conto della sua centralità. Nella sua forma più semplice, il principio secondo cui “la forma segue la funzione” mi accompagna da quando studiavo, insieme alla nozione che l’utilità dovrebbe avere il sopravvento sull’aspetto estetico, e a un apprezzamento della verità, della sincerità e del minimalismo. Anche se non sempre se ne trova traccia nei miei lavori, questi principi guidano il mio approccio alla risoluzione dei problemi e alla strutturazione dei progetti.  

Quali elementi della Bauhaus ti ispirano?

I miei lavori tendono a essere originali e colorati, e sono in grado di far risalire le mie influenze allo “stile internazionale” tipico dei poster delle Olimpiadi di Monaco realizzati da Max Bill, ai designer modernisti americani che sperimentavano con il fotomontaggio, come Lester Beall, e al gruppo di designer postmoderni italiani Memphis. Di questi stili mi piacciono la semplicità e il forte impatto, creato utilizzando pochi colori e poche forme nel modo più efficace possibile.

Perché pensi che la Bauhaus ispiri il mondo del design da oltre 100 anni?

Questa scuola ha qualcosa di idealistico, romantico e affascinante. E se a tutto questo aggiungiamo la ribellione contro il precedente movimento decorativo “Arts and crafts” e la repressione del nazismo, sembra davvero la trama di un film.

L’attualità dei suoi principi e insegnamenti rivoluzionari ha fatto in modo che lo stile Bauhaus sia amato da tutti perché fa leva sul nostro gusto per il modernismo, cioè sul desiderio di significato e razionalità, e sul rifiuto degli ornamenti troppo frivoli.

C’è un’opera o un artista che preferisci del movimento?

Per me è The Bauhaus Group: 6 Masters of Modernism di Nicholas Fox Weber, un libro sulla Bauhaus, specificamente su Anni e Josef Albers, la famosa coppia che studiò e insegnò nella scuola. Ha una copertina straordinaria.

Non so chi l’abbia realizzata, ma la trovo perfetta, un omaggio a un universo grafico in cui contavano solo linee, forme e colori.

Come si evolverà l’influenza della Bauhaus?

Penso che parleremo e penseremo alla Bauhaus per i prossimi 100 anni. L’ideologia e la purezza di scopo della Bauhaus evocano sensazioni molto speciali e, come tutti i movimenti vitali e rivoluzionari, la rivisitiamo per trarne vantaggio a posteriori. Ci piacerebbe averne fatto parte o speriamo di far parte di qualcosa di simile in futuro.

Tom Cheal

Che ruolo ha avuto lo stile Bauhaus nel tuo lavoro?

L’ispirazione degli elementi semplicistici nell’arte e nel design ha avuto una forte influenza su di me come designer e artista.

Nella moderna cultura digitale, è importante semplificare le cose e connettere le persone a immagini, marchi ed esperienze. Da piccolo, mi piacevano le forme semplici e molto colorate. Ho scoperto che la Bauhaus influenza il mio lavoro non solo nell’ambito visivo, ma anche nel modo in cui concepisco il design.

Quali elementi della Bauhaus ti ispirano?

Il principio basilare della Bauhaus dice che la funzionalità che determina la forma. Ogni elemento viene semplificato al massimo, anche nella sua forma più astratta e appare naturale, organico e spontaneo.

Il mio lavoro e il mio stile si ispirano molto al movimento della Bauhaus, Infatti, mi piace esprimere idee e sensazioni attraverso colori forti e forme decise, semplici o astratte.

Perché pensi che la Bauhaus ispiri il mondo del design da oltre 100 anni?

Man mano che la nostra vita quotidiana diventa più complessa e si moltiplicano le cose che attirano la nostra attenzione, i designer cercano modi per semplificare e facilitare l’uso e la comprensione del design.

Lo stile semplicistico della Bauhaus ha fatto di questo movimento una fonte di ispirazione ancora attuale per artisti e designer.

C’è un’opera o un artista che preferisci del movimento? Se sì, perché?

Menzionerò due dei miei preferiti, per il modo diverso in cui visualizzano ed esprimono le loro idee. Wassily Kandinsky e Piet Mondrian hanno ispirato la mia scelta di studiare arte e poi design all’università.

Gli elementi visivi accattivanti, la varietà e il pensiero alla base delle loro opere hanno influenzato il modo in cui lavoro.

Come si evolverà l’influenza della Bauhaus nei prossimi 10 anni?

Il movimento della Bauhaus ha ispirato molti artisti e designer inducendoli a concentrarsi su ogni elemento e a semplificare le cose il più possibile. Mentre il nostro mondo diventa più complesso e cerchiamo di vivere in modo più sostenibile, credo che movimenti come la Bauhaus continueranno a ispirare artisti e designer e avranno un impatto positivo duraturo sulla nostra cultura.

Ronnie Alley

Che ruolo ha avuto lo stile Bauhaus nel tuo lavoro?

Mi piace giocare con la geometria, creando sistemi di griglie e trattamenti personalizzati. I membri della Bauhaus davano molta importanza all’uso della geometria nella sua forma più pura per realizzare composizioni semplici ed efficaci.

Quali elementi della Bauhaus ti ispirano?

Il mantra “la forma segue la funzione” è essenziale nel design e ispira tutti i miei lavori. Non importa se una cosa è esteticamente piacevole se non svolge la sua funzione in modo ottimale.

Perché pensi che la Bauhaus ispiri il mondo del design da oltre 100 anni?

Penso che scuola della Bauhaus abbia posto le basi per tutti i movimenti di design successivi. I suoi membri hanno definito i parametri basici del design e ci hanno dato gli strumenti su cui costruire il nostro stile e con cui infrangere le regole.

C’è un’opera o un artista che preferisci del movimento?

Condivido l’opinione di László Moholy-Nagy, secondo cui ogni aspetto delle attività creative, come arte, artigianato, architettura, grafica, design industriale, ecc., deve seguire gli stessi principi del design e le varie discipline devono collaborare reciprocamente.

Come si evolverà l’influenza della Bauhaus?

Mi piacerebbe aver visto l’applicazione alla scuola della tecnologia della realtà virtuale, se fosse emersa nella stessa epoca. Sarebbe molto interessante vedere come si potrebbero applicare i loro principi di design all’ambito della VR.

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