November 26, 2018

7 consigli sui colloqui per le prime assunzioni

Se non hai esperienza nel condurre i colloqui di lavoro, è normale che ci sia un po’ nervosismo da entrambi i lati del tavolo. Ecco come sfruttare al meglio questa prima importante conversazione con il tuo potenziale nuovo assunto.

Sia che ti stia preparando ad assumere il tuo primo collaboratore o i colloqui facciano parte di un nuovo ruolo da te assunto, la prima volta può essere un po’ problematica. Per fortuna, basta organizzarsi in anticipo per iniziare con il piede giusto.

1. Fissa in anticipo i tuoi obiettivi

Il colloquio rappresenta una piccola finestra sulla vita professionale di una persona. Quando la guardi devi sapere che cosa cerchi, e poiché non è possibile conoscere una persona in un’ora o meno, dovrai concentrarti su alcuni obiettivi specifici.

Oltre alla competenza e all’esperienza, di cui dovresti già avere un’idea tramite la domanda e il curriculum, devi cercare di individuare gli aspetti emotivi e sociali, che si possono esplorare solo con un incontro faccia a faccia.

Scrivi un elenco di cose che vuoi realizzare, da quelle più specifiche, come ”approfondire il progetto su cui ha lavorato riguardo a x”’, a quelle generiche, come “assicurarmi che sia adatto al team delle vendite.’

2. Inizia con delle domande basate sul curriculum

A questo punto hai già letto il cv, quindi conosci già più meno il percorso professionale del candidato. Il colloquio ti dà la possibilità di approfondire gli aspetti che più ti interessano e di porre domande per chiarire eventuali dubbi.

Questo tipo di domande, tipo “parlami un po’ di quando hai svolto il ruolo X”  sono utili per rompere il ghiaccio all’inizio del colloquio e mettere tutti a proprio agio. Se il candidato è rilassato, riuscirai a ricavarne il meglio e il colloquio sarà davvero utile.

Le domande sulle esperienze di lavoro possono aiutarti a valutare il livello di comprensione che la persona ha degli obiettivi di business della sua società attuale e di come il suo lavoro si inserisce in tale contesto. Tutto questo ti darà un’indicazione circa il grado di pensiero strategico e l’attitudine commerciale del candidato. Ad esempio, potresti chiedere: “Il tuo lavoro come aiuta la tua azienda ad anticipare la concorrenza?”

Scegli due o tre domande basate sul curriculum in modo da evitare di parlare di nuovo di ciò che già sai o di coprire argomenti non pertinenti al ruolo che offri.

3. Allinea le domande alla descrizione delle funzioni

Il candidato ha letto la descrizione delle funzioni e probabilmente ha preparato delle risposte relative a questo documento.

Come con il cv, il tuo obiettivo non è solo riassumere quello che è già scritto su carta, ma anche approfondire e sondare eventuali divari tra l’esperienza del candidato e ciò di cui hai bisogno tu. Ad esempio:

“Noi cerchiamo x, e ho notato che non hai esperienze dirette in questo campo. Puoi dirmi come affronteresti questa questione?”

Inoltre, parlando della descrizione delle mansioni il candidato ha la possibilità di porre a te delle domande riguardanti il lavoro che offri.

“Cosa ti attira di più della descrizione delle mansioni? Hai qualche domanda da fare su qualche aspetto specifico?”

4. Le domande basate sulla competenza

Le domande basate sulla competenza sono uno strumento molto utile e dato che sono molto diffuse, il candidato potrebbe essersi preparato delle risposte specifiche.

Chiedendo “parlami di quella volta che…”, consenti al candidato non solo di raccontarti la sua esperienza, ma anche di dimostrare come ha sfruttato le sue competenze in una situazione reale simile a quelle che si verificano nel tuo business.

Le domande basate sulla competenza possono inoltre aiutarti a conoscere meglio la personalità del candidato e il suo stile lavorativo. Ad esempio, quanto bene lavora in team, se lavora bene quando è sotto pressione o se preferisce affrontare sfide sempre nuove rispetto all’ordine e alla routine.

Ecco alcuni esempi di domande basate sulla competenza:

 

  • “Parlami di quella volta che…”
  • “Fammi un esempio…”
  • “Qual è la situazione più x in cui ti sei trovato?”
  • “Qual è stata la sfida maggiore nel tuo ruolo di x?”

 

Per il candidato può essere stressante rispondere a domande di questo tipo, quindi, a meno che tu non voglia metterlo sotto pressione, alternale con domande di altro tipo.

5. Nota il linguaggio non verbale

E’ quasi certo che ci sarà un certo nervosismo durante il colloquio, quindi il linguaggio del corpo del candidato potrebbe non essere quello standard. Tuttavia, vale la pena notare cose tipo:

  • Contatto visivo: il candidato ti guarda negli occhi? Questo è un aspetto molto importante, specialmente se il ruolo prevede il contatto diretto con clienti o fornitori.
  • Atteggiamento rilassato ma coinvolto: un linguaggio del corpo che denota apertura, e il fatto di inclinarsi leggermente verso l’interlocutore, è un segno molto positivo e indica che il candidato è interessato e ascolta in maniera attiva.
  • Prendere appunti: il candidato scrive delle note? Questo mostra che apprezza le informazioni che gli fornisci e ha un vero interesse.

Secondo The Balance, questo tipo di osservazione non deve limitarsi alla stanza dove si tiene il colloquio. E’ utile interpellare anche il  personale in reception o chi accoglie il candidato per capire l’impressione fatta. E’ sorridente e cordiale, mentre si registra?

6. Tieni la mente aperta

Sebbene sia importante seguire l’istinto, le decisioni che prendi quando si tratta di assumere una persona devono andare al di là delle preferenze personali. Stai facendo il colloquio per conto della tua azienda, per cui è importante che tu mantenga l’obiettività e ti concentri su ciò che il candidato può offrire al business.

Come spiega Talentlens, abbiamo tutti dei pregiudizi innati quando conosciamo persone nuove, e le impressioni iniziali nate da reazioni emotive o inconsce potrebbero distorcere l’intero colloquio.

Ecco perché raccomandiamo di invitare il candidato per una seconda chiacchierata con un’altra persona, dopo una prima fase positiva.  

7. Accertati che ci sia il “culture fit”

Se la tua azienda è nelle fasi iniziali di crescita, è importante iniziare a considerare quale sarà la cultura aziendale futura. Il primo dipendente lavorerà bene con le altre persone che entreranno in azienda? C’è corrispondenza tra i suoi valori e i valori del brand da te elaborati?

Riserva le domande sulla competenza al primo colloquio per determinare se il candidato è adatto al lavoro da svolgere. Se tutto va bene, organizza un secondo colloquio incentrato specificamente sulla cultura aziendale. Questo incontro può avvenire anche in un ambiente informale dove fare una chiacchierata con il candidato riguardo ai suoi interessi al di fuori del lavoro o per capire com’è il suo senso dell’umorismo, ad esempio. Quando le persone si sentono a loro agio, è più facile stabilire se si inseriranno bene nel tuo team.

Dopo aver trovato il candidato ideale, perché non accoglierlo nel team offrendo una fantastica esperienza di onboarding?

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