Il design di qualità è invisibile

Perché i migliori prodotti nascono dalla fusione tra forma e funzione.

The Product Design team at MOO London

Cosa ci vuole per creare un design di qualità? La bellezza esteriore? Un’esperienza utente senza soluzione di continuità? Abbiamo chiesto a Toby Hextall, il nostro Direttore di Industrial Design, perché il grande design è in realtà invisibile.

Toby lavora in MOO da oltre 9 anni e ha guidato il team per alcuni dei nostri più importanti lanci di prodotti: dalla pluripremiata Borraccia alla penna brandizzata (che lanceremo tra poco). Insomma, si può dire che Toby sappia il fatto suo. 

Approfondiamo le sue competenze sul design dei prodotti. 

Il design di cattiva qualità si nota

L’invisibilità del design di qualità deriva dall’idea che un design si nota solo quando ha qualcosa che non va. Ne consegue che il design di qualità non dovrebbe essere “notato”, ma semplicemente integrato nella nostra vita. “Se prendiamo come esempio un paio di forbici di ottima qualità, vediamo che sono facili da usare. Se invece sono scomode o progettate male, le scelte di design sbagliate diventano molto evidenti”, ha spiegato Toby.

Toby Hextall, Director of Industrial Design at MOO

Un design di scarsa qualità spesso dipende da un’eccessiva ingegnerizzazione del prodotto, nel tentativo di renderlo qualcosa di più di quello che deve essere. “La fiducia nel design di qualità dovrebbe essere riduttiva al punto da renderlo quasi invisibile nell’ambiente in cui si trova. Quando si entra in una stanza, le cose non devono necessariamente farsi notare gridando, devono essere equilibrate”, ha aggiunto Toby.  

Togliere il superfluo

Per spiegare meglio il suo punto di vista, Toby ha fatto riferimento a un altro oggetto di cancelleria, l’umile matita. “È tanto invisibile quanto utile, e se vi si aggiungono elementi inutili può diventare un oggetto dal design di scarsa qualità”. C’è una famosa frase di Saint Exupery che aiuta a illustrare questo concetto: “Un designer sa di aver raggiunto la perfezione non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere”.

The humble pencil, a classic example of simplistic product design

Per avere successo nella progettazione di un prodotto, Toby ritiene che sia necessario essere abbastanza sicuro di sé da eliminare ogni elemento non necessario. “L’impegno che i designer mettono in un prodotto è altamente visibile, ma non per il cliente o per l’utente finale. È allora che il design diventa invisibile”, ci ha detto. Toby e il suo team trascorrono ore, giorni e mesi dietro le quinte di MOO per creare con attenzione meticolosa la nostra ambita gamma di prodotti. Ma gran parte di questo lavoro e di questi dettagli passano (volutamente) inosservati.

Un’esperienza agevole

Toby crede fermamente che un design di qualità nasca in modo alquanto semplice e che usare un prodotto debba essere un’esperienza piacevole. “Ci vuole molta sicurezza per creare un prodotto che non richieda sforzi. Alcune caratteristiche specifiche del design possono essere invisibili, ma per l’utente finale diventano un’opportunità, a volte anche senza che se ne renda conto. Sembrano colpi di fortuna“, ci ha spiegato.

A flat-lay MOO Notebook up close

Secondo Toby, la vera magia avviene quando le persone usano un prodotto e lo tengono in mano. Quando abbiamo lavorato al design del Notebook MOO, questa “semplicità” è stata la chiave del lavoro del team. Il fatto che il quaderno resti aperto è un enorme vantaggio per l’utente finale, ma in un modo che forse non riesce a comprendere appieno in quel momento. “Quando si progetta un prodotto, bisogna chiedersi: abbiamo davvero risolto un problema? Abbiamo migliorato quello che stiamo facendo come azienda? E se si riesce a rispondere affermativamente, le persone vedranno ciò che in superficie potrebbe sembrare invisibile”, ha aggiunto Toby.

Quando attirare l’attenzione

Se da un lato Toby sostiene che il design di qualità deriva da una perfetta integrazione nella nostra vita, dall’altro sottolinea che ci sono casi in cui i prodotti devono avere un impatto visivo. “A volte si usa un’estetica che cattura l’attenzione per cambiare lo status quo. Credo che questo dipenda dalla forza e dalla sicurezza del marchio che la propone”, ha spiegato.

Toby ha utilizzato il classico esempio dello spremiagrumi Alessi Juicy Salif, un pezzo di design che ancora oggi adorna molte delle nostre cucine. Esistono spremiagrumi che funzionano meglio? Sicuramente. Ma questo prodotto è diventato iconico perché è diventato un pezzo iconico del marchio. “Questa è un’operazione che si fa solo quando si guarda al prodotto come a una forma d’arte”, ha detto Toby.

A photograph of the Tesla Cybertruck from Adobe Stock

La necessità di realizzare un design rivoluzionario è anche una considerazione chiave per i marchi che intendono entrare in settori competitivi. “Se siete nuovi in un certo segmento o state facendo qualcosa di molto innovativo, può essere utile fare qualcosa che abbia una certa tensione”, ha detto Toby, che ha anche sottolineato come l’ultimo Cybertruck di Tesla sia un ottimo esempio. “Il suo stile strano è puramente orientato a catturare l’attenzione. Se avesse l’aspetto di un qualsiasi altro pick-up, non si sarebbe fatto notare. È un prodotto progettato per farsi notare”, ha aggiunto Toby.

Forma e funzione

Secondo Toby, la forma dovrebbe sempre seguire la funzione: solo pochi prodotti ben progettati sono guidati solo da fattori estetici. “L’estetica non dovrebbe mai ostacolare l’usabilità e l’utilità di un prodotto. Ma non ci si libererà mai dell’estetica in quanto tale. Se una cosa viene etichettata come “bella” è positivo, purché si trovi un equilibrio armonico tra i due aspetti. Quando si arriva al dunque, credo che il design invisibile si ottenga quando non si riesce a specificare che cosa rende un prodotto migliore. È così e basta”, ha concluso Toby

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Toby Hextall è Direttore di Industrial Design in MOO e guida il team incaricato di ideare, creare e realizzare tutti i prodotti e gli imballaggi di MOO.

“Ci piace sfidare lo status quo, sia che si tratti di sperimentare nuovi materiali o applicare un approccio olistico al ciclo di vita del prodotto. Non c’è mai un momento di noia. Ci chiediamo sempre: come possiamo migliorare il prodotto?”

Prima di entrare in MOO, Toby ha lavorato presso Hasbro Games e ha gestito una propria attività freelance di design di mobili e prodotti. Quando non progetta, si dedica alle sue altre passioni: il cibo e il mare. (Non contemporaneamente)

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