September 1, 2017

Aprire il ristorante dei tuoi sogni

Nato dal suo amore per le verdure, il ristorante di Melissa Harwood, Spinach, è il coronamento di un sogno. Ma quando ha capito che era il momento giusto?

East Dulwich è un elegante sobborgo a sud di Londra, che ospita Melissa Harwood e il suo fantastico ristorante veg-centrico Spinach. Fin dall’inizio della sua carriera nel settore della ristorazione, Melissa ha sempre sognato di aprire un ristorante – ma capire quale fosse il momento giusto per farlo è tutt’altra cosa.

Ora che ha lanciato con successo l’attività dei suoi sogni (e ha già nel mirino l’apertura di altri due siti), ci ha raccontato perché sia così importante sostenere le piccole aziende, perché desidera rendere accessibile a tutti il cibo di qualità e come i social media l’abbiano aiutata ad espandere la sua azienda.

Raccontaci di Spinach. Da dove deriva il nome e cosa facevi prima di avviare la tua attività?

Prima di Spinach, lavoravo per il commerciante di vini Corney and Barrow. Ho iniziato come stagista nel ruolo di assistente di direzione, per poi salire di anno in anno a vice direttrice, direttrice generale, direttrice delle aperture e infine direttrice operativa. È stato un lavoro davvero gratificante e ho imparato molto da questa azienda. Questa esperienza mi è stata di grande aiuto quando ho deciso di avviare Spinach.

Il nome Spinach deriva dalla mia ossessione per le verdure. Tutti i pasti che preparavo erano sempre accompagnati da spinaci, e nel frigorifero gli spinaci non mancavano mai. I miei amici mi prendevano in giro e dicevano che se avessi avuto un figlio lo avrei chiamato Spinach – ed ecco che è nato Spinach.

Come hai fatto a capire che aprire un ristorante fosse la cosa giusta per te?

L’ho sempre desiderato. Ho iniziato a lavorare nel settore della ristorazione all’età di 15 anni, lavorando nelle cucine e come cameriera durante le cerimonie. Mi ricordo di aver detto a mia mamma che volevo aprire un ristorante quando avevo 19 anni. Ma lei mi ha sempre risposto: “È troppo presto, Melissa. Fai un po’ più di esperienza prima.” Dopo la mia esperienza da Corney and Barrow, ho chiamato mia mamma e le ho detto: “Voglio aprire un ristorante ora”. Credo di averglielo detto almeno un centinaio di volte. Alla fine mi ha risposto: “Sì, credo che sia giunto il momento.” Detto fatto – e non mi sono mai guardata indietro!

A cosa si ispira il tuo menù veg-centrico?

A Natale la mia coinquilina ha ricevuto il libro Plenty di Ottolenghi. Ricordo di averlo letto e di aver pensato che sembrava tutto delizioso. Ho cominciato a preparare le ricette e sono rimasta impressionata dai sapori. È sicuramente il miglior libro che io abbia mai letto. Ha cambiato completamente il modo in cui guardo il cibo e il mio approccio in cucina.

È importante per te sostenere altre piccole aziende procurandoti la materia prima a livello locale? E ci sono verdure che coltivi tu stessa?

Sostenersi a vicenda è straordinariamente importante per le piccole aziende e le attività locali. Altrimenti, non lo farà nessuno. Cerchiamo di rifornirci il più possibile dai negozi del centro – e anche se questi dovessero cominciare ad espandersi continuerei ad andarci per favorire il commercio locale.

Mi piacerebbe molto coltivare la mia verdura ma siamo a Londra e, come la maggior parte delle persone, vivo in un appartamento minuscolo. Ho fatto domanda per avere un orto urbano ma sono 97a in lista – sono due anni che aspetto, ma continuo ad essere fiduciosa. Cerchiamo sempre di raccogliere quello che c’è nei parchi della zona: di recente abbiamo trovato dei fantastici fiori di sambuco e more.

Di recente hai messo Spinach su Deliveroo e Uber Eats. Perché hai deciso di farlo? Stai facendo qualcosa di diverso per andare incontro alla domanda dei tuoi piatti?

Volevamo sviluppare ulteriormente l’immagine del marchio e rendere la nostra esperienza gustativa priva di sensi di colpa e disponibile a qualsiasi orario. Uber Eats e Deliveroo ci sono sembrate il modo migliore per raggiungere questo obiettivo. Possiamo offrire un’alternativa di alta qualità ad un pasto fatto in casa, per coloro che non vogliono una pizza o un hamburger. Finora è stata un’ottima esperienza, e non abbiamo dovuto modificare il nostro modo di lavorare per poter usufruire di questi servizi, ma solo preparare più cibo!

Quanto è importante il marchio per una piccola azienda? E come ti sostiene MOO nello sviluppo del brand?

Avere un marchio forte è estremamente importante per la mia attività. Il marchio rappresenta la mia reputazione, che si fonda sul passaparola dei miei clienti abituali che hanno fiducia nel servizio, nell’esperienza e nel cibo che comprano.

Quando Spinach avrà aperto i suoi due nuovi siti, l’identificazione e gli standard del marchio diventeranno ancora più importanti. MOO mi ha aiutata a trasformare il mio branding moderno ed efficace in biglietti da visita perfetti. Li adoro!

Sei molto presente online. Perché è così importante per te e in che modo i social media contribuiscono a far crescere la tua attività?

I social media sono il miglior mezzo per fare marketing gratuitamente per un’azienda come la mia. Più follower e più visualizzazioni hai, e più crei interesse per il ristorante. E se poi quei follower hanno partecipato al mio percorso, è ancora meglio.

Ho avuto un contributo molto positivo da parte dei food blogger, che hanno visitato Spinach e hanno contribuito a promuovere il brand grazie ai loro fan.

Ora abbiamo deciso di rivolgerci ai blogger più spesso per presentare eventi speciali o tematici.

Qual è la cosa principale che hai imparato nell’avviare la tua attività?

Ci sono stati giorni in cui mi riusciva molto difficile svegliarmi e trovare la motivazione, dovendo fare tutto da sola. Talvolta il lavoro autonomo può risultare solitario e difficile, e spesso mi trovavo a fare le cose nel modo sbagliato, ma sapevo che sbagliare era l’unica maniera per capire quale fosse il modo giusto.

Farmi strada tra queste difficoltà mi ha fatto imparare moltissime cose.

Quali sono secondo te le maggiori sfide per le piccole imprese di oggi?

Mi piacerebbe che il governo, a tutti i livelli, rendesse le cose più semplice per le piccole aziende. I recenti cambiamenti dell’imposta sui beni aziendali e dei salari minimi hanno avuto un impatto diretto sulla nostra attività. Anche attirare e tenere strette le persone giuste sta diventando sempre più complicato perché il mondo è in continuo e rapido cambiamento.

Quali consigli daresti a un aspirante imprenditore che vuole avviare la propria attività?

È molto importante avere principi guida solidi in cui credere perché sono questi che ci tengono a galla nei momenti di difficoltà. Inoltre, è necessario dare all’attività il tempo di svilupparsi e crescere, e ascoltare sempre quello che dicono i clienti.

Non essere troppo duri con se stessi, o cedere ai dubbi. Di errori ne commetteremo in ogni caso, quindi tanto vale farli facendo qualcosa per noi stessi, che ci appassiona.

Spinach è stata la cosa più difficile, stressante, impegnativa, esasperante, gratificante, bella, potente e appagante che io abbia mai fatto – e incoraggerei chiunque ne senta il desiderio a fare la stessa cosa!

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