Come si saluteranno gli esseri umani nel 2046
Come si presenteranno le persone tra 20 anni? Ecco le nostre 5 previsioni.
Quest’anno MOO compie 20 anni: due decenni in cui abbiamo stampato la bellezza di 2,6 miliardi di Biglietti da visita.
Ma non siamo tipi da stare fermi, quindi guardiamo al futuro e ci chiediamo: come ci presenteremo nel 2046? Ecco cinque previsioni che, prima o poi, sicuramente ci si ritorceranno contro.
Previsione 1: I biglietti da visita diventeranno extrasensoriali

I biglietti da visita hanno già un aspetto e una consistenza straordinari (ammesso che abbiate scelto MOO). Tutto molto bello per gli occhi e per le mani, ma che dire delle nostre orecchie?
I ricercatori del MIT hanno già sviluppato pellicole flessibili e sottili come la carta, in grado di generare suoni. Entro il 2046, queste tecnologie potrebbero essere integrate nei biglietti da visita, pronti a riprodurre un messaggio preregistrato che stimoli la memoria e crei un’associazione più forte con la persona o il marchio che rappresentano.
Sebbene un’innovazione tecnologica di questo tipo sia possibile, vorremmo proporre qualcosa di un po’ più analogico. Visto che le vendite di vinili nel 2025 hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi quarant’anni, questo formato conquista sempre più appassionati grazie alle copertine e a un’esperienza di ascolto più lenta e, si potrebbe dire, più consapevole. E non sono solo i nostalgici boomer ma anche le generazioni più giovani a trainare questa crescita.
Se questo crescente amore per il mondo fisico continuerà, entro il 2046 i nostri biglietti da visita potrebbero arrivare con un solco riproducibile inciso al laser. Vuoi ascoltare la presentazione del direttore vendite che hai incontrato alla conferenza di articoli per la casa della settimana scorsa? Mettilo sul giradischi, appoggia la puntina e rilassati.
Previsione 2: I biglietti da visita mostreranno la nostra umanità

Ok. Ormai non si può nemmeno parlare del presente senza che salti fuori il tema dell’IA. Che speranze abbiamo, allora, con un articolo di thought leadership all’avanguardia e proiettato verso il futuro come questo?
Dato l’attuale ritmo di sviluppo, sembra ragionevole supporre che entro il 2046 l’IA sarà diventata così sofisticata che la parte “artificiale” potrebbe essere difficile da individuare. Mettendo da parte la profonda sensazione di disagio che tutto questo suscita, noi esseri umani dovremo trovare un modo per distinguerci.
E in un mondo in cui non ci si può più fidare di nulla di digitale, la tecnologia non ci salverà. Al contrario, torneremo alle origini, costruendo legami in modi che richiedono il contatto delle mani. Nell’antica Grecia, un symbolon era un oggetto, un frammento di ceramica o un sigillo, che veniva spezzato a metà e poi conservato da due persone o gruppi. Ogni metà simboleggiava il legame o il contratto che era stato creato. E se ve lo state chiedendo, sì: è proprio da qui che nasce la parola “simbolo”.
Nel 2046, due persone che si incontrano non si limiteranno a scambiarsi i biglietti da visita: li strapperanno a metà. Ognuno conserverà una metà, e la forma unica dello strappo simboleggerà il nuovo legame che si è creato tra loro.
Previsione 4: La carta continuerà a farla da padrona

È facile, per non dire divertente, immaginare un cambiamento tecnologico che proceda a tutta velocità. Ma nel mondo reale, spesso il cambiamento è più lento. O, almeno, diverso. The Jetsons, il cartone animato futuristico del 1962, immaginava automobili volanti. Ma sembra che, in realtà, avremo automobili a guida autonoma. (Almeno, così continuano a dirci.)
Di fronte all’avanzata inarrestabile della tecnologia, molti prodotti sono rimasti ostinatamente immutati per decenni. Le forbici hanno mantenuto lo stesso design di base fin dall’epoca romana. Le biciclette, in fondo, sono ancora essenzialmente due ruote, una sella e un manubrio.
Alcune cose… semplicemente funzionano.
I biglietti da visita sono una di queste. Non sono riusciti a eliminarli nemmeno una pandemia globale, né le innumerevoli innovazioni che promettevano di moltiplicare per venti la nostra produttività. Perché niente lascia una prima impressione migliore di un bel pezzo di carta stampata tra le mani.
Previsione 5: I biglietti da visita non avranno più alcuna funzione

Ehi, un momento! Lasciateci spiegare.
Entro il 2046, la tecnologia digitale potrebbe occuparsi di tutti gli aspetti pratici di una presentazione. Dal farci individuare le persone con cui vogliamo parlare, al tradurre la conversazione, fino a registrare i dati di contatto per poterli recuperare in seguito.
Ma se la tecnologia può aiutarci a essere più efficienti, entrare in contatto con le persone non significa risparmiare tempo: significa dedicare tempo.
Privati di qualsiasi utilità pratica, i biglietti da visita svolgeranno l’unico compito che già fanno meglio di qualsiasi altra cosa: dare un peso emotivo al rito di conoscere qualcuno per la prima volta. Rendere concreto il fatto che quell’incontro sia avvenuto. Dare valore a quell’incontro. E lasciare un’impressione destinata a rimanere a lungo nella memoria.
Vuoi scoprire cosa possono fare i Biglietti da visita MOO per il tuo brand, oggi e nel (prossimo) futuro? Parliamone.
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